Olivicoltura

Come coltivare e difendere l’olivo?

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L’olivo nostrano, detto scientificamente Olea Europaea, della famiglia delle Oleacee, è una pianta che ama decisamente le temperature elevate e il sole, ma al tempo stesso teme il freddo e l’umidità.

Le prime tracce di olivi risalgono addirittura al 5000 a.C. in Siria e Palestina, e sempre nello stesso periodo si attesta che l’oliva era già comunemente utilizzata nell’alimentazione, soprattutto in Puglia.

L’olivo è una pianta molto longeva, può vivere anche diversi secoli grazie alla sua capacità di rigenerazione che ricostituisce continuamente l’apparato radicale e la chioma; le foglie, ad esempio si rigenerano ogni 2-3 anni. È una pianta rustica, che cresce in condizioni ancora più favorevoli su un terreno fertile, la scarsa presenza di calcio nel terreno può essere causa di fenomeni di rachitismo nei giovani impianti.

Seppur le piante d’olivo hanno in gran parte le medesime caratteristiche, l’olivicoltura non è sempre la stessa: questa può cambiare in base agli usi delle diverse zone, alle caratteristiche delle varietà scelte e alla modalità di raccolta delle olive.

Gli studi che Bal-Co GreenLine e il Dott. Prisa hanno effettuato sull’uso della zeolite a chabasite micronizzata come ZEM70 e ZEP70  in olivicoltura mostrano risultati positivi sia nello sviluppo radicale della pianta, che nella presenza/assenza di malattie che colpiscono frequentemente l’olivo come: la Mosca Olearia, l’Occhio di Pavone, la Cocciniglia, la Tignola, l’ Oziorrinco, la Rogna e la Margaronia.

Per leggere l’intero studio, i dati e le tabelle di comparazione dell’uso di chabasite micronizzata in olivicoltura scarica il nostro documento scientifico:

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