FAQ – Domande frequenti sui prodotti Bal-Co Greenline

FAQ - Domande frequenti
sui prodotti Bal-Co Greenline

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Le zeoliti sono minerali allumino-silicati idrati di elementi alcalini e/o alcalino terrosi (Na+, K+, Ca++), appartenenti alla famiglia dei tetto-silicati. Si ritrovano principalmente in rocce piroclastiche diagenizzate (tufi, ignimbriti) e si caratterizzano grazie alla loro particolare struttura microcristallina, che dona loro importanti proprietà di ritenzione idrica e scambio cationico.

In natura ne esistono 52 specie diverse, le più diffuse nel settore agricolo sono la chabasite e la clinoptilolite.

Quando si parla di ‘zeolite’ si fa riferimento al minerale, con il termine ‘zeolitite’ si indica invece una roccia avente un contenuto di minerale zeolitico superiore al 50%.

Il termine zeolitite fu coniato da Elio Passaglia, professore ordinario di Mineralogia all’ Università di Modena e massimo esperto mondiale sulle zeoliti, proprio per classificare rocce ad alto contenuto di minerali zeolitici.

Dal punto di vista mineralogico, chabasite e clinoptilolite si differenziano principalmente per la loro formazione, che influenza quindi in modo diretto le loro proprietà.

La chabasite ha origine da magmi tipicamente fluidi, ricchi di allumina, mentre la clinoptilolite deriva da magmi più viscosi, quindi più poveri in allumina; questo fa sì che la chabasite presenti un maggior numero di atomi di alluminio nella sua impalcatura strutturale rispetto alla clinoptilolite, e di conseguenza un maggior scompenso di carica elettrica. Per questo motivo la chabasite presenta valori di ritenzione idrica e di capacità di scambio cationico superiori non solo clinoptilolite, ma a tutte le altre zeoliti naturali (Fonte: ‘Contributo delle zeolititi nella mitigazione delle problematiche’, Prisa & Passaglia, 2016).

Altra differenza sta nel contenuto cationico e nella struttura cristallina: il cristallo della chabasite è di forma pseudo-cubica e ricco in calcio e potassio, mentre il cristallo della clinoptilolite è di forma lamellare e più ricco in sodio.

Assolutamente sì! La zeolitite a chabasite è ammessa in agricoltura biologica in base al Decreto Legislativo 75/2010 del Ministero delle Politiche Agricole Ambientali e Forestali. Attenzione però, in agricoltura biologica sono ammessi soltanto prodotti certificati come ‘zeolititi’ (quindi rocce con contenuto di zeolite > 50%) in base al metodo RIETVELD, un particolare metodo di analisi cristallografica ai raggi X in grado di distinguere il minerale zeolitico dal tufo vetroso; questa metodologia è, ad oggi, l’unica riconosciuta ufficialmente dal Ministero per identificare una zeolitite.

La chabasite può tranquillamente essere associata ai tipici prodotti della difesa convenzionale. Non crea interferenza con rame e/o zolfo o altri fitosanitari, al contrario il suo effetto di barriera protettiva contro funghi e insetti è perfettamente complementare e prolunga l’azione stessa dei prodotti associati, consentendo quindi di poter effettuare un minor numero di trattamenti.

Il prodotto ZEM70 ha una granulometria estremamente fine, con un D90 di 15 µm (significa quindi che il 90% delle particelle ha una dimensione inferiore ai 15 µm). Questa granulometria è stata studiata apposta per garantire un prodotto in grado di restare in sospensione liquida il più a lungo possibile, senza nessun problema di incrostazioni di tubazioni o intasamento degli ugelli dell’atomizzatore.

Sia il prodotto granulare che il micronizzato apportano le loro funzioni su quasi tutte le colture più diffuse nel mondo agrario. Il prodotto granulare ZEP70, come correttore del terreno e ammendante, è largamente impiegato in orticoltura, nel florovivaismo e nelle colture in piano campo; il prodotto micronizzato ZEM70 è invece ampiamente utilizzato su tutti i tipi principali di colture frutticole (uva, mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, nocciole ecc.).

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